TornoSubito, più forte di prima. Il racconto di Anna Ida Cortese, dalla Toscana a Roma per creare un circuito di TeatroOff.

Maggio 2016. Valeria, anche lei partecipante e poi vincitrice di TornoSubito 2016, mi dice: “Anna Ida questo è il bando per te. Puoi scrivere un progetto e ti danno una borsa di studio per realizzarlo”.

Mi metto all’opera. Inventarsi un lavoro: nell’era della precarietà l’unica via possibile è creare delle occasioni che ti diano lo slancio. Sono sempre stata convinta nel grande potere di stabilire legami e relazioni umane nel campo lavorativo per dare vita a nuovi progetti ed è partendo da questa premessa che nasce Monkey Mood, un’associazione culturale con sede a Roma che dal 2014 si occupa prevalentemente di teatro, di cui sono fondatrice insieme a David Gallarello (Direttore artistico), Susanna Pascarella e Natascha Camozzi. In questi tre anni diverse sono le attività che abbiamo pensato e proposto: dalla formazione teatrale con laboratori condotti dal nostro direttore artistico, alla produzione di spettacoli con gli allievi, fino all’organizzazione di workshop con registi e attori con cui condividiamo una modalità di ricerca e un immaginario comune; nel 2014, poi, abbiamo realizzato un cortometraggio diretto da David Gallarello, Nell’ora che non immaginate.

Dietro a tutto ciò c’è una grande passione, un amore per il teatro che ho coltivato attraverso gli studi e le brevi, intense esperienze lavorative nel settore. C’è il desiderio che trasborda e che, grazie anche alla condivisione con i membri della mia associazione, diventa agente di nuove possibilità. E c’è, ancora, il riconoscimento dell’importanza del confronto con altre realtà che da sempre è alla base della progettualità culturale di Monkey Mood.

TornoSubito mi ha dato la possibilità di concretizzare e realizzare tutto questo: ho deciso di andare a Sansepolcro (Ar) a scoprire come lavora CapoTrave/Kilowatt. La mia proposta progettuale era basata sul concetto di baratto: mettere a disposizione le mie competenze in cambio di un aggiornamento full-immersion in vari contesti, organizzazione, programmazione e promozione di eventi teatrali. Qualcuno potrebbe definirlo uno stage ma, secondo me, è un termine riduttivo. A Sansepolcro mi sono ritrovata in un ambiente stimolante, in cui sin dall’inizio sono riuscita a sentirmi accolta e valorizzata. CapoTrave/Kilowatt mi ha permesso di  entrare a far parte di una squadra capace di dare pieno riconoscimento alle capacità personali, una realtà che mi ha coinvolto attivamente nella presentazione di proposte di strategie organizzative e/o promozionali.

Per questo motivo ritengo che l’opportunità offertami da TornoSubito sia stata fondamentale per un mio personale percorso di crescita, ma ha rappresentato soprattutto un incentivo a ripensare con occhi nuovi l’esperienza con l’Associazione Monkey Mood.  Portare a compimento il mio progetto, dimostrando che, con una seria ed efficace progettazione culturale che nasce e s’innesta in risposta alle particolarità di un dato territorio, si può creare un lavoro che risponda effettivamente alle propensioni e ai desideri individuali e collettivi: questo è il sogno che voglio realizzare con TornoSubito.  Lavorare per la mia associazione a tempo pieno e farla diventare una realtà che possa sostenere e avverare progetti comuni e in-comune. In questo, infatti, sta proprio l’innovazione del mio progetto, nel favorire cioè in maniera concreta quel processo di “fare rete”.  

TornoSubito risulta interessante proprio per questo: scrivo il progetto di lavoro o di formazione nell’ambito che m’interessa e scelgo la realtà con cui voglio confrontarmi; poi ritorno a dare beneficio al mio territorio.  Nei tre mesi passati in Toscana ho acquisito una maggiore sicurezza nelle mie capacità, e questa condizione, so per certo, sarà fondamentale nella fase romana del progetto, quella in cui cercherò di creare un circuito di spazi di TeatroOff, con una particolare attenzione al reperimento di fondi necessari alle attività artistiche e culturali.

Il ritorno a “casa” è vicino, ma il viaggio di andata ha di gran lunga superato le mie aspettative. La Valtiberina è stata una continua sorpresa. Oltre il grande contributo di CapoTrave/Kilowatt, ho conosciuto ragazzi della mia età con tanto entusiasmo e tanta voglia di mettersi in gioco. Diversamente da quanto accade a Roma, in questo piccolo contesto delocalizzato e fuori dalla multi-offerta della metropoli, diventa più semplice esprimersi e trovare spazi e situazioni in cui operare. Si respira un’aria di cambiamento e di fermento, s’inventa sempre un’occasione per diffondere arte, musica e cultura.  Sul posto di lavoro ho trovato uno staff competente e pronto ad accogliermi, facendo svanire il mio timore iniziale di avere semplicemente un ruolo marginale, di chi può solo osservare. Luca Ricci, Massimo Dottorini, Lucia Franchi, Chiara Ramanzini e Michele Rossi hanno permesso di credere nelle mie possibilità e  di praticare ciò che per anni ho studiato e coltivato.  In questo luogo si realizza uno dei Festival più importanti di teatro contemporaneo, il Kilowatt Festival, e sono stata inserita in tutte le attività con un livello di trasparenza molto alto, ho avuto sempre compiti diversi e  affrontato varie questioni organizzative e artistiche. Inoltre ho avuto la possibilità di incontrare attori, danzatori e registi che vengono in residenza presentando alla fine del percorso il proprio lavoro con prove aperte al pubblico. Da questi incontri è nata anche una collaborazione artistica con la CompagniaMF di Francesco Colaleo e Maxime Freixas, due coreografi danzatori che lavorano tra l’Italia e la Francia.

Infine ho avuto la fortuna di poter scoprire vari progetti, attivi da diversi anni, che si muovono tra il teatro e la musica: Spettatori erranti un progetto sostenuto da Rete Teatrale Aretina in collaborazione con Capotrave / Kilowatt, Laboratori Permanenti e Sosta Palmizi; i Visionari di Kilowatt in cui la comunità è chiamata a scegliere ciò che vorrebbe vedere al Festival (vengono selezionati 9 spettacoli tra il teatro e la danza per il Kilowatt Festival);  Effetto K che organizza concerti di musica indipendente; il Teatrolistico di Gilda Foni di cui ho seguito le lezioni da febbraio in poi; Anghiari Dance Hub che mi ha permesso di seguire un seminario di organizzazione teatrale condotto da Mimma Gallina; The Jack un piccolo talent  indirizzato ai ragazzi del territorio che hanno la passione per il canto; Caserma Archeologica un bellissimo progetto di riqualificazione di uno spazio dismesso che ha vinto Culturability 2016.

Non potrei descrivere la quantità di emozioni che ho provato in questo poco tempo a Sansepolcro. Sicuramente ciò che non potrò dimenticare è la fantastica esperienza dal punto di vista umano che ho vissuto: instaurare dei rapporti con persone con cui condividere progetti, emozioni, visioni con la consapevolezza che seppur le strade momentaneamente si dividono, possibilmente nel futuro si rincontreranno. Adesso mi aspetta Roma e porterò tutto l’entusiasmo e la voglia di costruire quel pezzo di futuro che manca e che sento molto vicino.

TornoSubito, più forte di prima.