Il racconto di Ado Hasanović

Mi chiamo Ado Hasanović, sono un regista di nazionalità bosniaca diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ho partecipato recentemente al progetto Torno Subito con il mio progetto “Io sono Ana”, che ha ottenuto molti pareri favorevoli e successo.
Il mio interesse per l’arte cinematografica è iniziato fin da quando ero bambino; nel 1996 mio padre mi regalò la mia prima videocamera. Dal 2006 fino ad oggi, vivendo e lavorando a Srebrenica e Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina), ho avuto diverse opportunità di lavorare nel campo del cinema, fino al punto di sviluppare l’idea di realizzare un corto professionale “L’Angelo di Srebrenica” ancor prima di frequentare l’Accademia di Sarajevo. Attraverso un linguaggio simbolico ed artistico ho cercato di raccontare la vita della mia città d’origine e di nascita, gli effetti degli orrori della guerra, il passato e il presente di Srebrenica.

Con il mio progetto “Io sono Ana” ho vinto il Bando Torno Subito e sarei dovuto partire per Milano a studiare Produzione cinematografica alla Business School del Sole 24ore. Prima di cominciare con le lezioni ho richiesto di potere effettuare una modifica al mio progetto. Nel mentre ho scritto a diverse scuole importanti di cinema in Europa, chiedendo se potessi frequentare i loro Master di sceneggiatura con il mio progetto. Tuttavia, molte di esse non erano eleggibili o non potevano partecipare. A quel punto ho pensato che, essendo la mia storia ambientata a Belgrado, probabilmente avrebbe avuto più senso rivolgermi ad una istituzione dei Balcani. Così ho contattato in primis l’Accademia di Novi Sad, che purtroppo però non poteva prendere parte all’iniziativa, proprio come le accademie precedenti e come le altre istituzioni di Belgrado che ho contattato in seguito. Mi sono dunque rivolto all’Academy of Performing Arts di Sarajevo: non appena hanno letto il mio progetto e visto che mi ero diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, mi hanno subito accettato.

 

 

È stato proprio grazie a Torno Subito che ho iniziato a sviluppare e a scrivere il soggetto e il trattamento del mio primo lungometraggio Io sono Ana. Nel corso della prima fase di Torno Subito ho avuto la possibilità di frequentare il Master di Sceneggiatura dell’Accademia di Sarajevo, in cui sono stato seguito da validi docenti tra cui il regista e vicepreside dell’accademia Srdjan Vuletić, Danis Tanović e vincitore del premio Oscar e l’organizzatrice del Sarajevo Film Festival Elma Tataragić (che quest’anno presenterà due film come sceneggiatrice al Festival di Berlino). Ho fatto diverse consultazioni con il regista Pjer Žalica (vincitore del Locarno Film Festival in 2003) e con Aida Begić (vincitrice di Un Certen Regard nel 2012 al festival di Cannes). Avere la possibilità di confrontarmi con simili personalità è stato per me molto emozionante e soprattutto utile, mi sento tuttora molto fortunato e felice per aver potuto acquisire nuove competenze con l’opportunità offertami da questa borsa di studio.

 

Nella seconda fase, svolta presso la società di produzione Il Gigante a Roma, ho continuato a lavorare sul mio progetto a stretto contatto con il mio tutor e produttore, Massimo D’Orzi che ha riconosciuto fin da subito il valore e il potenziale del mio soggetto e che ha deciso di fare tutto il possibile per produrre il mio film.
Facendo il tirocinio al Il Gigante siamo riusciti ad essere selezionati a uno degli appuntamenti più importanti del settore, la 15esima edizione dei Sofia Meetings, dove abbiamo vinto il premio per la post-produzione che ammonta a 10.000€ da utilizzare presso dei prestigiosi studi di post-produzione ungheresi.
(https://cineuropa.org/en/event/350720/?fbclid=IwAR1KcnBNJ-r6…).

 

In questa occasione abbiamo anche ottenuto l’interesse da parte della produttrice Snezana Penev (Serbia). Inoltre, lo scorso ottobre abbiamo partecipato al Balkan Film Market, un appuntamento che si è rivelato fondamentale per lo sviluppo editoriale e produttivo del film e che ha incontrato l’interesse del produttore Andràs Muhi (Hungary) e Jorg Bundeschuh (Germany).
Nella seconda fase ho cominciato a scrivere la sceneggiatura e ogni settimana avevo consultazioni con il mio tutor Massimo D’Orzi e Paola Traversi (montatrice). Grazie al percorso affrontato, ho acquisito un’ottima conoscenza dell’evoluzione di un progetto cinematografico. Mi ha aiutato ad avere un approccio più maturo nei confronti del settore cinematografico nazionale e internazionale e soprattutto mi è servito per imparare le tecniche di scrittura della sceneggiatura e di preparazione del pitch di un progetto audiovisivo.

 

Dopo avere terminato la seconda fase dei sei mesi di tirocinio, ho trovato qualche difficoltà nella stesura della sceneggiatura. Il mio produttore mi ha aiutato molto, tanto da arrivare poi alla decisione di includerlo nel processo di scrittura come co-sceneggiatore.
Per riuscire a soddisfare questa esigenza, devo continuare a scrivere e rielaborare i miei testi tra Italia, Bosnia ed Erzegovina, e devo intrattenere una collaborazione importante con una sceneggiatrice serba, in modo tale da mantenere vivo il dialogo con le controparti produttive e, nondimeno vivere in maniera immersiva le atmosfere in cui la mia storia è ambientata e nelle quali successivamente verrà girata.

 

Nello scrivere questa sceneggiatura ho acquisito una nuova e forte consapevolezza nel capire che in guerra a perdere sono tutti, alcuni poco, altri molto di più. Fare questo film rappresenta per me una vera e propria sfida emotiva, che mi ha costretto ad un nuovo e diverso confronto con la mia perdita e la mia salvezza.
Mi sento di poter dire che in ogni lavoro o progetto che ho affrontato ho sempre messo grande impegno e diligenza, usando particolare profondità e cercando di tenermi al livello massimo che mi era consentito. E’ mia ferma intenzione far sì che i miei lavori continuino ad essere significativi, di alta qualità e di livello internazionale.