Fundraising per la tutela del patrimonio culturale del Lazio, Raffele Vallefuoco

patrimonio artistico lazio

“Mi premeva sottolinearLe la lungimiramza di Torno Subito e l’impatto che questo programma ha finito per avere sui suoi destinatari e sulla comunità”. Le parole le abbiamo rubate dal testo di una lunga mail di ringraziamento indirizzata al Vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. A scrivere è Raffaele Vallefuoco, uno dei vincitori di Torno Subito 2015 che abbiamo deciso di intervistare perchè ci raccontasse la sua storia e il progetto che intende realizzare grazie a Torno Subito.

All’alba della sua partenza per Londra, Raffaele, ci ha descritto come e perchè ha pensato ad “Un ponte con le fondazioni e le charities anglosassoni, progetti di fundraising per tutelare il patrimonio culturale del Lazio”.

Come nasce la tua idea di partecipare a Torno Subito?

È il secondo anno consecutivo che stampo, leggo, evidenzio, ogni singola pagina del bando Torno Subito. Devo confessare che già la prima edizione mi aveva letteralmente rapito. Ma, alla fine, a prevalere è stato il senso di incertezza e insicurezza, e la promessa che il 2015 mi avrebbe visto protagonista. Una promessa che ho onorato nel giorno stesso della pubblicazione con i primi passi: stampa del bando (lo so, non una scelta  sostenibile) e un’attenta lettura dei venti articoli dell`Avviso Pubblico, allegati compresi.

E il tuo progetto? Ci racconti come l’hai costruito?

La prima cosa che ho fatto è stata contattare il partner della Fase I: l`Education First. Chi mi ha risposto dall`altro capo del telefono, che pure conosceva il progetto, è  rimasto interdetto: “È già uscito il bando?!”. E ne aveva tutte le ragioni, in effetti: era appena il 7 maggio, esattamente la data di pubblicazione del bando. Ero stato il primo a chiamare, perché stavolta ero determinato a partecipare. Programma di massima in testa, ero alla ricerca di un percorso formativo che si incrociasse con le esperienze maturate e il mio profilo professionale e formativo, ma soprattutto che si conciliasse con un desiderio: imparare l`inglese al livello avanzato. Ma come conciliare questa aspirazione con la ratio del bando? Come restituire alla Regione il favore per un finanziamento a fondo perduto? Semplice, costruendo un progetto modellato sulle esigenze del territorio, plasmato sulla mia comunità. Se è vero che con il progetto Torno Subito devi restituire al territorio regionale il frutto della formazione acquisita o quanto maturato con l`esperienza lavorativa conseguita, io volevo legare i bisogni del territorio dal quale provengo con le mie aspirazione. Inevitabile, quindi, guardare a quello straordinario patrimonio di cui ci vantiamo, ma non valorizziamo: ovvero i beni culturali e archeologici. E come fare? Attraverso il fundraising e il mecenatismo internazionale. Nella mia attività giornalistica ho notato come ci sia una straordinaria disponibilità e generosità di mecenati e filantropi anglosassoni, che verso il nostro patrimonio e l`arte italiana in generale guardano con ammirazione e desiderio di valorizzare. Una disponibilità da intercettare e mettere a sistema. Ma come? A questo ci pensa il fundraising, quale attività strategica di reperimento fondi, nel quale ambito mi sto specializzando, e ovviamente … una buona padronanza della lingua inglese che acquisirò a Londra nel corso della Fase I, appunto.

Perché Londra?

Perché la capitale inglese è il punto di connessione di quel vasto network di fondazioni e charities sul quale si regge la filantropia inglese e americana. Infatti, già nella prima fase sarà necessario tessere le relazioni che dovranno fruttare interventi di sostengo e supporto al nostro patrimonio culturale.

Al rientro dove svolgerai il tirocinio nella Regione Lazio?

Formia, la città nella quale vivo, ospiterà il mio tirocinio. Il mio partner di ritorno è lo Studio Professionale Schiano, che ha apprezzato il mio progetto e ha voluto sposarne la causa.

Che cosa ti aspetti da questa esperienza?

Una decisa sterzata alla mia quotidianità, di cui, a dire la verità, già sento gli effetti. Non voglio sembrare retorico, né tantomeno melenso, ma in effetti Torno Subito mi ha permesso di unire i puntini di cui parlava Jobs quando diceva “dovete avere fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si uniranno”. Infatti con TS ho potuto aggregare tutti i puntini, ovvero le esperienze maturate negli anni, e delineare cosí un disegno coerente, un puzzle di cose messe insieme che prima sembrano disordinate, ma che poi appaiono per quello che sono: un disegno armonico e coerente.

Il tuo giudizio sul programma Torno Subito?

Torno Subito è una grande opportunità di crescita umana e professionale che non resta, però, solo a chi parte e ritorna. Se ne avvantaggia anche la comunità nella quale si vive ed opera. È un fatto straordinario con un impatto significativo, nonché un buon antidoto alla fuga di una intera generazione. Di fatti mette in pratica il monito di Renzo Piano che invitava i giovani a partire, “per curiosità, non per disperazione”. Senza considerare, poi, che il progetto ha uno straordinario pregio: ovvero offrire a tutti la possibilità di parteciparvi, indipendentemente dalla famiglia di provenienza. Che voglio dire? Il bando è concepito in modo tale che se il progetto vale, ha un impatto sul territorio, fa crescere la tua comunità, la Regione ti mette nelle condizioni di affrontare il tuo percorso, supportandoti in tutto. Non è scontato! Non è che ti copre solo il costo formazione o l`esperienza lavorativa, no. Si preoccupa anche della tua permanenza. Può sembrare poca cosa, invece non lo è, perché permette a tutti, veramente a tutti, di partecipare e prendere parte a questo concorso di idee e progetti per il Lazio e il proprio futuro. Insomma Torno Subito è come una livella … mette tutti sullo stesso piano. Scusate se è poco!