Membro de “l’Unesco della Natura” e Presidente di Worldrise, l’intervista a Mariasole Bianco

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La tua è indubbiamente una storia di successo, a soli 29 anni sei componente della Commissione Mondiale per le Aree Protette, Presidente di un’associazione no profit  che si occupa di organizzare e gestire progetti per la Valorizzazione dell’Ambiente e lo scorso novembre sei stata anche protagonista al World Park Congress di Sydney. Progetti per il futuro?

I progetti per il futuro coinvolgono indubbiamente la responsabilità e l’impegno a continuare su questa strada nel portare avanti questi progetti. I temi a me più cari sono la salvaguardia del nostro mare e il coinvolgimento e la formazione delle nuove generazioni per aiutarli a diventare custodi informati e promotori di questo enorme tesoro sommerso. Per continuare su questa strada ho fondato e gestisco il gruppo dei giovani professionisti internazionali esperti di conservazione marina all’interno della Commissione Mondiale per le Aree Protette. Nel frattempo continuo a sviluppare  con Worldrise progetti per la valorizzazione del Mediterraneo coinvolgendo studenti universitari e neo laureati e faccio parte di un gruppo di lavoro multidisciplinare che promuove un approccio innovativo e rivoluzionario sulla sostenibilità dell’acqua.

Leit motiv di tutto il percorso formativo e di lavoro da te fatto è  la salvaguardia del mare. Come nasce questo amore?

Questo amore nasce fin da quando ero bambina. Una bambina fortunata che aveva la possibilità di passare tutto il periodo delle vacanze estive prima a Camogli, in Liguria, poi in Sardegna diventando una specie di “anfibia” sempre a piedi nudi tra rocce, scogli e maschera, boccaglio e pinne in mare. A quindici anni ho preso il mio primo brevetto subacqueo e l’amore diventa sempre più grande insieme alla consapevolezza che la bellezza del nostro mare è direttamente proporzionale alla sua fragilità. Da qui la voglia legata a un forte senso di responsabilità per divenire una delle sue voci e promuovere la conoscenza di questo ambiente tra quelli che non hanno la possibilità di vederla con i propri occhi ma raccontarne anche la fragilità e l’esigenza di proteggerlo.

Back in time. Appena laureata sei partita dall’Italia alla volta dell’Australia per specializzarti. Come mai hai scelto proprio l’Australia? E perché sei tornata?

Per rispondere a questa domanda va fatta una riflessione sulla parola specializzazione. Io ho avuto la fortuna di identificare, durante la laurea triennale, le aree marine protette come la tematica che più suscitasse il mio interesse e dunque quella che volevo approfondire. In Italia non esisteva nessuna università che offrisse un corso di laurea specialistica che mi avrebbe permesso di specializzarmi in gestione delle aree protette mentre in Australia non solo c’era questo corso ma era anche offerto da una delle migliori università al mondo per la gestione delle risorse naturali in una nazione in grado di valorizzare a pieno il suo patrimonio. Il fatto poi di fare un corso di laurea in inglese era un valore aggiunto grandissimo che mi avrebbe aperto tante porte nel futuro.

Nel 2013 hai deciso di fondare un’associazione no profit che si chiama Worldrise che nel lavoro di gestione di progetti per la valorizzazione dell’ambiente coinvolge e forma studenti e neo laureati. Come sta andando?

Sta andando bene, con tanto sudore ma anche con tante soddisfazioni. Le soddisfazioni sono legate alla valorizzazione del nostro patrimonio naturale partendo da piccole realtà che attraverso i nostri progetti si fanno portavoce di questa ricchezza diventandone allo stesso tempo custodi e utenti. L’altra grande soddisfazione riguarda i giovani studenti universitari e neolaureati che partecipano ai nostri progetti formandosi e imparando cose pratiche in maniera costruttiva e senza oneri finanziari. Siamo felici perché non solo stiamo dando delle opportunità ai giovani di crescere professionalmente ma stiamo anche formando i futuri professionisti e custodi del nostro meraviglioso patrimonio. Il sudore invece è legato al fatto che essendo una piccola organizzazione abbiamo poche risorse economiche che vengono investite tutte nei progetti mentre tutto il lavoro di organizzazione e gestione viene fatto da noi in maniera volontaria ma con professionalità e tantissima dedizione. Worldrise ha 2 progetti attivi: uno nell’area marina protetta delle Cinque Terre – Full Immersion Cinque Terre – e uno a Golfo Aranci – Il golfo dei delfini – e quest’estate lanceremo una nuova campagna chiamata Batti5 per sensibilizzare le nuove generazioni sull’inquinamento della plastica in mare.

Cosa pensi del progetto Torno Subito? Lo senti vicino alla tua esperienza?

Penso che Torno Subito sia un ottimo progetto che sento molto vicino alla mia esperienza. In particolare apprezzo di questo progetto la volontà di accompagnare in un percorso formativo professionale i ragazzi durante e dopo l’università per integrare alla loro formazione  teorica conoscenze pratiche e per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro. Penso che il vero valore aggiunto di questo progetto siano le due fasi del processo: la prima fuori dalla regione Lazio (in Italia e all’estero) e la seconda nella regione Lazio per favorire l’inserimento sul territorio delle competenze acquisite in altri contesti.

Ultima domanda che non è una domanda. Come finisce questa frase per Mariasole Bianco: “torno subito perché….”

Torno subito perché l’Italia ha bisogno di me.