Le storie di Torno Subito – Il benchmarking del servizio idrico

fiumi

“Se si cura l’Italia, l’Italia è più sicura”, si chiama così la prima campagna di comunicazione in Italia contro il dissesto idrogeologico. Ad interessarsi a questo problema è stata anche Katia Gaudio che, da vincitrice di Torno Subito, ha potuto usufruire del finanziamento FSE per dare completezza al suo percorso di studi nel campo dell’ingegneria idraulica. L’obiettivo? Riportare nella Regione Lazio le buone pratiche – made in England – nel campo della regolazione indipendente dei servizi idrici. Di seguito la nostra intervista per voi.

Come hai scoperto Torno Subito?

Durante il Career Day – Uniclam Orienta 2014 svoltosi presso l’Ateneo di Cassino nel marzo del 2014.

Perché hai deciso di partecipare?

Mi ero da poco laureata ed avevo una gran voglia di mettermi alla prova. Avevo smania di compiere i primi passi lavorativi ma soprattutto di conoscere meglio questo settore per il quale, sin dall’inizio dei miei studi universitari, ho manifestato particolare interesse. In quest’ottica il Bando si configurava come un’appetibile opportunità.

La scelta del tuo percorso nasce da una considerazione importante nel campo dell’ingegneria idraulica rapportata al territorio laziale. In cosa consiste il gap che ci vede in ritardo di vent’anni rispetto al resto d’Europa?

Nonostante i dati sulla disponibilità d’acqua definiscano il territorio ricco di risorse idriche, queste presentano una disomogeneità in termini di disponibilità e sfruttamento. Nello specifico, il contesto laziale è contraddistinto da forti sperequazioni delle risorse idriche tali che alcuni comuni, ancora oggi, non sono coperti da un adeguato servizio idrico integrato. A vent’anni dalla riforma introdotta dalla Legge Galli, è lontano il raggiungimento dell’obiettivo di creare efficienza e di sviluppare investimenti superando la frammentarietà delle gestioni sia su base territoriale, sia di integrazione dei servizi. Nonostante gli esiti del referendum sull’acqua del 2011, il passaggio (nel 2012) delle funzioni di regolazioni dei servizi idrici all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) e la recente legiferazione regionale ancora in corso, abbiano concorso a configurare il riassetto del contesto istituzionale del settore idrico, le infrastrutture idrauliche risultano carenti.

Una prova del ritardo, in termini di disservizio, è il ricorso ad una erogazione per turnazione in alcuni comuni del Basso Lazio e dell’area Sud Pontina e a riprova dell’inefficienza dei servizi idrici, c’è il fatto che già nel 2007 con la D.G.R. n°668, la Regione aveva approvato un piano straordinario di finanziamenti pubblici in supporto al sistema tariffario volto ad interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione degli impianti.

In quest’ottica si evidenzia il gap infrastrutturale di circa vent’anni che ci pone in ritardo rispetto al resto d’Europa. A conferma di ciò la Commissione Europea sta combinando diverse multe ai comuni laziali, ad esempio Frosinone, in tema di depurazione delle acque reflue poiché non rispettosi delle norme comunitarie, fa evincere come, sul tema, occorra un grande impegno della Regione per pervenire ad un assetto gestionale basato su efficaci strumenti di pianificazione che ottimizzino il servizio reso e incentivino i cospicui investimenti che si rendono necessari per garantire l’efficienza delle infrastrutture idriche.

Per maggiori approfondimenti invito tutti, anche coloro i quali non sono esperti del settore, a visitare il nuovo portale dell’acqua http://www.acqua.gov.it/ nato da un progetto di collaborazione tra la Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) con lo scopo di raccogliere e divulgare i dati di interesse, serviti da diverse Amministrazioni, del settore idrico. In aggiunta, dal 25 marzo 2015 è partita in radio, sui social network e sui monitor di stazioni ferroviarie, aeroporti, aree di servizio parte la campagna istituzionale di comunicazione: << Se si cura l’Italia, l’Italia è più sicura >>.

Leggiamo dal tuo progetto che le buone pratiche nel campo della regolazione indipendente dei servizi idrici sono “made in England”. Raccontaci brevemente la tua esperienza presso Oxera, consulente internazionale attivo nel settore del benchmarking del servizio idrico.

L’internship, presso l’Ente internazionale Oxera, è stato l’occasione per l’apprendimento di nozioni dal carattere multidisciplinare nello studio della definizione dei costi standard per il processo di gestione dei servizi idrici integrati. Ѐ stato estremamente interessante correlare il mio background tecnico/teorico agli aspetti prettamente analitico/gestionali di cui il settore idrico è, oltremodo, caratterizzato.

Mediante lo studio dell’indipendente esperienza regolatoria dei servizi idrici in Inghilterra e Galles, ho acquisito nozioni concernenti le diverse attività della catena del valore del settore idrico, i suoi principi di regolazione economica, gli approcci utilizzati per settarne l’efficienza ed i modelli econometrici utilizzati da Ofwat (Autorità di Regolazione dei Servizi Idrici in Inghilterra e Galles) per l’analisi dei costi. Inoltre, diretta e supportata dal team Oxera, ho contribuito alla redazione di un documento condiviso con AEEGSI ed un gruppo di imprese idriche avente l’obiettivo di offrire alcuni spunti da utilizzarsi come base per la discussione e contribuire allo sviluppo di un approccio volto a promuovere l’efficienza operativa e gestionale del servizio idrico italiano.

Oxera gode di un’eccellente fama internazionale in campo di modellazione dei costi efficienti nel contesto regolatore ed è un esempio di professionalità. L’azienda è, quanto si suol dire essere, “una bella realtà”: giovane, dinamica, stimolante e competitiva.

Come sta andando invece il rientro nella Regione Lazio e il tirocinio presso la Federutility?

Non è trascorso neanche un mese da quando ho intrapreso la mia attività di tirocinio presso la Federazione dove sono stata, sin da subito, integrata attivamente nello svolgimento di tutte le attività eseguite dal gruppo di lavoro assegnatomi. Sono entusiasta di questa nuova fase e, nei prossimi restanti cinque mesi, voglio apprendere il più possibile ed acuire la mia conoscenza del settore a 360 gradi.

Se ti chiedessero oggi come e soprattutto dove immagini il tuo futuro cosa risponderesti?

Come immagino il mio futuro? Vorrei diventare un esperto del settore ed entrare a far parte del team di importanti multi e/o mono utility che operano nel settore idrico.

Dove? Ardua domanda. Nonostante le criticità di diversa natura che il nostro Paese è chiamato ad affrontare quotidianamente, spererei in Italia. Ma sono consapevole del fatto che oggi, ancor prima che cittadini italiani, si è cittadini del mondo. Quindi, non escludo la possibilità di un trasferimento all’estero.

In due parole, cosa pensi di un progetto come Torno Subito?

Valida iniziativa! Il progetto mi ha permesso di relazionarmi con illustri realtà aziendali. Sarei felice se, questo percorso, non si fermasse alla conclusione del progetto ma se potesse, in futuro, configurarsi come una reale possibilità di continuare ad interagire con i Partners prescelti. Essendo alla sua prima edizione, come è lecito che sia, si sono riscontrati dei punti deboli: esempio, l’erogazione del solo 50% del contributo non necessario a ricoprire i costi sostenuti durante la prima fase dell’esperienza. D’altro canto, il contributo economico messo a disposizione ci ha permesso di sostenerci, almeno in ampia parte, nella realizzazione del progetto. Concludo rivolgendo un ringraziamento allo staff che con prontezza, efficienza e non in ultimo con disponibilità, ha contribuito a risolvere problemi tecnici e a fugare eventuali dubbi.