La Rai? “No, non è la BBC…” servizi pubblici a confronto, di Luca Baldazzi

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“No, non è la BBC” era il cavallo di battaglia di Renzo Arbore, stacchetto e tormentone della trasmissione Alto Gradimento. Oggi è anche anche il titolo di un libro scritto da Luca Baldazzi, vincitore di Torno Subito 2014, che grazie all’esperienza finanziata dalla Regione Lazio ha potuto mettere a confronto l’attività di servizio pubblico della BBC con quella della Rai.

Perché la Rai non gode di plauso generale, mentre per il cittadino britannico la Bbc rappresenta una valida istituzione? Perché del Servizio Pubblico italiano si parla solo per il canone in bolletta, per le polemiche sulla governance, per gli interventi a gamba tesa dei partiti e dell’esecutivo, mentre la sua “mission” non è oggetto di confronto e di pubblico dibattito? A queste e ad altre domande Luca Baldazzi ha provato a trovare una risposta nel suo libro.

Noi di Torno Subito lo abbiamo intervistato ecco cosa ci ha detto.

La prima fase del progetto che hai realizzato partecipando a Torno Subito ti ha permesso di fare un’esperienza di lavoro presso la BBC, la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo nel Regno Unito ed il più grande e autorevole editore radiotelevisivo del Regno Unito. Com’è andata, e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Non posso che avere un giudizio molto positivo dell’esperienza avuta presso la Broadcasting House di Londra. Sono rimasto piacevolmente colpito sia dalla disponibilità che dall’interesse che diversi dirigenti BBC hanno mostrato verso il mio progetto. Dopo questa intensa immersione nel mondo dei media radiotelevisivi inglesi posso dire di avere una diversa e più vasta prospettiva sulle potenzialità e le responsabilità che un servizio pubblico in quanto tale può e deve avere nei confronto del proprio Paese. Ho approfondito la filosofia che ha guidato il servizio pubblico inglese negli ammodernamenti seguiti all’istituzione dei nuovi organi di governo (BBC Trust e Executive Board) e stretto interessanti contatti. Ho altresì potuto assistere direttamente a molte, interessanti iniziative con cui la Bbc promuove tanto gli istituti scolastici che la stessa società civile. 

Nella seconda fase del progetto, invece, l’esperienza di lavoro l’ha fatta in Rai. Cosa ci racconti?

Posso dire che, per diverse ragioni, il rapporto con il Servizio Pubblico è stato assai più difficoltoso di quello con la BBC. Laddove gli impegni prefissati sono stati da entrambe le parti ottemperati, l’impressionante livello di burocrazia dell’azienda ha fatto sì che la mia entrata nelle diverse sedi, prevista originalmente per aprile 2015, sia stata posticipata agli ultimi giorni di maggio, obbligandomi a frequentare studi e biblioteche sino ad agosto inoltrato. Al di là di ciò, nonostante nel complesso l’esperienza sia stata notevolmente proficua e mi abbia permesso di entrare in contatto con interessanti realtà, ho percepito un generale disinteresse da parte delle persone che mi assistevano nel raccogliere le informazioni della mia ricerca. 

Dal confronto tra le due esperienze è nata l’idea di scrivere un libro dal titolo “No, non è la BBC… Mission e governance della Rai e del Servizio Pubblico britannico a confronto”. Ci puoi fare breve un riassunto delle tue considerazioni sull’argomento?

Ho scritto questo libro, riadattando i contenuti della mia tesi di laurea magistrale in Filosofia e Scienze della Comunicazione (Università la Sapienza), col dichiarato intento di sollecitare una discussione nell’ambito del rinnovo della concessione Rai che si discuterà nel giugno 2016. Il testo è a due livelli: uno che inquadra le peculiarità strutturali della Bbc mettendole a confronto con quelle della Rai, e l’altro che analizza le collaborazioni condotte lungo tutta la loro storia tra queste istituzioni e la pubblica istruzione e le iniziative rivolte ad assecondare gli sviluppi sociali e tecnologici. A mio avviso, con lo sviluppo della tv commerciale nel nostro Paese, la Rai ha progressivamente abbandonato il suo ruolo di grande agenzia culturale privilegiando il confronto sullo share con le tv private, depauperando il suo apporto al sistema educativo ed al complesso della crescita della società. Studiando la Bbc ho potuto rendermi conto non solo dell’impostazione di un servizio pubblico che opera con una esplicita e dichiarata mission, ma anche del ruolo che questo assume all’interno della società britannica e la sua capacità di favorire e veicolare consapevolmente profondi cambiamenti sociali.

Cosa pensi del programma Torno Subito?

Al di la di un minimo livello di burocrazia che, grazie all’assistenza delle vostre operatrici, ho potuto affrontare, ritengo che l’iniziativa sia estremamente positiva e propedeutica a favorire un’implementazione nel nostro Paese delle competenze che i nostri giovani acquisiscono nelle spesso inevitabili e necessarie esperienze all’estero. 

Lo consiglieresti ad amici?

Lo consiglierei senz’altro e lo ho già più volte pubblicizzato ad amici e parenti. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Presentare il libro che ho scritto a quanti più eventi possibile per sensibilizzare il dibattito sul rinnovo della concessione Stato-Rai, indirizzandolo per quanto possibile verso i temi che ho trovato più impellenti. Spero di poter collaborare nuovamente con il Servizio Pubblico o con istituti che si occupano dell’implementazione delle nuove tecnologie digitali negli ambiti della pubblica amministrazione, dell’informazione e dell’educazione.