La memoria salvata: come conservare e ridare nuova vita alle pergamene. Manifattura e restauro, l’esperienza di Chiara Argentino

Quando si parla di conservazione delle opere d’arte non si può non parlare dell’importanza del restauro.  Se in passato il restauratore era immaginato come un alchimista capace di ridare nuova vita a materie ormai consunte dal tempo, oggi sappiamo che quella del restauro è un’attività umana complessa nella quale confluiscono apporti di mondi scientifici diversi: da quello degli storici a quello degli archivisti, da quello dei chimici e dei fisici a quello dei biologi. Il tutto tenuto saldamente insieme dalla più elevata tradizione artigianale italiana ed europea.

Ad impegnarsi in un progetto sullo studio di manifattura e restauro del  più diffuso supporto scrittorio fino al tredicesimo secolo, la pergamena, è stata Chiara Argentino. Vincitrice di due edizioni di Torno Subito ci ha raccontato la sua storia.

“Con il progetto vinto nel 2014 l’obiettivo è stato quello di approfondire lo studio del materiale pergamenaceo in tutti i suoi aspetti. La scelta di questo argomento è derivata anche dall’allora imminente percorso da intraprendere per la redazione della tesi finale della Scuola di alta formazione per restauratori, l’ICRCPAL di Roma, alla quale ero iscritta. Ho proposto, dunque, un percorso formativo che si è svolto in primo luogo presso una sede esterna, fuori regione, rappresentata dalla ben nota BOTTEGA FAGNOLA di Torino, leader a livello nazionale ed internazionale nellambito del restauro cartaceo. Presso la Bottega Fagnola ho esperito una parte segnatamente pratica del progetto, ed in particolare:

  • la manifattura della pergamena
  • il suo impiego sia come supporto scrittorio che come elemento di una legatura
  • lanalisi diagnostica propedeutica ed i metodi di conservazione, nonché le pratiche di restauro

Lapprofondimento teorico-pratico della manifattura mi ha permesso di comprendere i diversi aspetti della materia prima e della sua lavorazione, entrambi sicuramente fondamentali nel settore di conservazione e di restauro. In particolare, attraverso l’osservazione anche solo macroscopica di membrane più antiche è possibile riconoscerne la specie e la metodologia di fabbricazione, seguendo le tracce dei bulbi piliferi e i segni lasciati e riscontrati sul supporto. Non di poca importanza è stato poi il percorso formativo riguardante la struttura dei codici medievali e delle legature darchivio aventi compagine e coperta pergamenacea.

I restauri del rotolo e della coperta offerti dalla Bottega hanno senza dubbio rappresentato unoccasione per me unica. Il giudizio sulla Bottega Fagnola non può solo che essere positivo: unazienda competente, professionale, caratterizzata dalla grande preparazione e disponibilità del fondatore, che mi ha seguito passo dopo passo.

Inoltre, a seguito dei restauri realizzati, la Bottega mi ha anche invitato a presiedere l11 dicembre 2014 ad un workshop riguardante gli aspetti storici, conservativi e di restauro sulla pergamena, che per me ha rappresentato unesperienza decisamente meravigliosa. https://lusignolo.wordpress.com/2014/12/10/11-dicembre-vercelli-fra-tre-e-quattrocento-e-adotta-una-pergamena/

Le esperienze acquisite presso la “sede esterna sono state poi trasferite e integrate nella “sede interna”, ossia nei laboratori di scienze e tecnologie dei materiali e di restauro dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico Librario di Roma, dove c’è stato un diretto confronto con ricercatori e restauratori dellistituto e con specifici collaboratori esterni sulle tecniche di restauro della pergamena.

Il progetto nella sua complessità mi ha consentito di venire a conoscenza delle diversità e delle similitudini che esistono tra le tipologie di manifattura e soprattutto del duro lavoro che cera e che cè tuttora nella fabbricazione di una pergamena.

Per il completamento dell esperienza, nella sede del centro di restauro dell’istituto mi sono state infine assegnate due pergamene da restaurare appartenenti allArma dei Carabinieri di Roma. L intervento per entrambe è consistito nel distacco di materiale incoerente (scotch, adesivi vari, polvere ed incrostazioni), reidratazione e spianamento del supporto. Inoltre ho progettato due contenitori ad hoc per la relativa conservazione”.

– Hai scoperto qualcosa con il tuo progetto di studio e ricerca?

“Con lo studio a tutto tondo sul supporto “pergamena”, sono riuscita a capirne l’unicità nella sua singolare struttura e soprattutto come ogni manufatto sia portatore di informazioni preziose, come la storia degli usi e costumi di una civiltà. Conservare e restaurare una pergamena implica un complesso studio metodologico, necessario per poter arrivare alla progettazione dell’intervento di restauro vero e proprio.

Questa esperienza ha rappresentato per me un momento di crescita sia professionale che personale. Ho avuto la possibilità di approfondire il mio percorso di specializzazione nel restauro della pergamena e non solo. Infatti durante la fase svolta nella regione Lazio, ho potuto acquisire le competenze per poter guidare e supervisionare in prima persona le diverse fasi dei lavori, oltre che di tecnico di laboratorio scientifico dei materiali”.

 

– Avevi un sogno da realizzare con Torno Subito? Ci sei riuscita?

“Sì, grazie a Torno Subito sono riuscita a portare avanti il mio progetto di tesi e soprattutto a specializzarmi sia come ricercatrice che come restauratrice del supporto pergamenaceo e del cuoio, materiale ancora più complesso”.

– Pensi di avere maggiori opportunità di inserimento lavorativo qualificato?

“Mi è stata data la l’opportunità di insegnare presso l’istituto ad un corso sul restauro della pergamena, che ha avuto ottimi riscontri grazie all’esperienza acquisita. L’esperienza maturata con la gestione di questo corso di insegnamento mi ha dato la possibilità di propormi con successo presso altri istituti pubblici e privati e di tenere altre docenze: presso l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico Librario di Roma e presso la Scuola di Alta Formazione in restauro archivistico librario di Spoleto”.

 

– Cosa puoi dirci in termini di innovatività e ricadute sul territorio laziale?

“Grazie alle lezioni frontali che ho tenuto io stessa presso le Scuole di alta formazione, sono riuscita a trasmettere non solo la mia esperienza ma anche un certa curiosità sullo studio del supporto membranaceo, su cui c’è ancora tanto da scoprire”.

– Quali sono state le sensazioni, le emozioni ma anche i timori del tuo viaggio di andata e ritorno?

“Sono stata entusiasta di intraprendere questo percorso soprattutto perché ho avuto modo di essere seguita da professionisti del settore di fama internazionale. Mi è dispiaciuto non aver potuto proseguire, per mancanza di tempo e di attrezzature, una ricerca sull’uso delle nanotecnologie per il restauro delle pergamene e del cuoio, progettata dalla da me stessa e prevista nella seconda fase del Torno Subito. Ad ogni modo questa bella esperienza mi ha permesso di diventare una professionista del settore, ma soprattutto una brava restauratrice”.

– Ci racconti qualcosa del progetto vincitore di Torno Subito 2016?

“Visto il mio personale successo avuto con il progetto 2014 l, tramite l’esperienza di formazione, ho voluto nuovamente partecipare all’edizione Torno Subito 2016 per proporre questa volta un progetto di esperienza lavorativa.

La work experience, dal nome “Un laboratorio di pronto intervento di restauro sui volumi antichi del XVI,XVII,XVIII secolo della Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Bologna”, prevede una prima fase di 6 mesi presso la Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Bologna ed ha l’obiettivo di predisporre un laboratorio di pronto intervento di restauro. L’allestimento sarà monitorato e seguito da me direttamente e dalla responsabile bibliotecaria, con il patrocinio dell’ente regionale scelto, l’ICRCPAL di Roma, centro di ricerca specializzato nel restauro, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio archivistico librario, nonché istituto da cui provengo.

L’idea è scaturita dal bisogno urgente della messa in sicurezza di una gran parte del patrimonio (volumi datati dal XVI al XVIII sec.) conservato nella biblioteca. Da questa iniziativa pilota si desidera creare le basi per possibili future collaborazioni per la promozione di tirocini nell’ambito del restauro e nella conservazione dei beni archivistici e librari. Nell’immediato si prevede già di interagire, di cooperare e di coinvolgere gli studenti delle scuole superiori che stanno attualmente lavorando in biblioteca nel recupero e nell’archiviazione di materiale antico da riordinare attraverso il progetto Alternanza Scuola Lavoro.

La seconda fase, da svolgere in regione per 3 mesi, prevede di riportare in sede – presso l’ICRCPAL – i casi più complessi e interessanti su cui effettuare approfondimenti e ricerca scientifica/storica. Durante la mia permanenza in Istituto contribuirò inoltre al restauro di altro materiale custodito nei depositi proveniente da tutta Italia. L’obiettivo della mia work experience è di contribuire alla salvaguardia , alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio Archivistico Librario, materiale di inestimabile valore in quanto testimonianza storico-culturale di una popolazione”.

 

Il nostro grazie, oltre che a Chiara a cui auguriamo tanta fortuna per il suo lavoro di restauratrice,  va soprattutto agli Istituti coinvolti (Bottega Fagnola di Torino e ICRCPAL di Roma) che hanno permesso la pubblicazione del materiale fotografico.