La fotografia non era un “mestiere” per donne

L’attività avviata in fase 1 da Danilo Garcia Di Meo con il progetto “Fotografia sociale” si avvia verso la conclusione, uno spunto interessante per chiedergli come è andata l’avventura iniziata a Bologna.

 

La fotografia non è un “mestiere” per donne

 

Oggi desidero riprendere il discorso iniziato con voi qualche tempo fa raccontandovi una parte importante dell’esperienza della fase 2 del mio progetto che ho sviluppato presso il Centro Diurno Anziani FragiliElianto” di Monterotondo.  Qui ho cercato di fare incontrare la fotografia sociale con la grande funzione collettiva che questo centro ricopre sul territorio.
La maggior parte delle persone coinvolte non avevano mai preso in mano una macchina fotografica né mai avevano posato; Marisella (84 anni) utente di “Elianto”, stringendomi la mano mi ha detto commossa: “Non avevo mai fatto una foto in tutta la mia vita, grazie!”.
Dai racconti è emerso che l’utilizzo della macchina fotografica era concesso principalmente agli uomini. Così è accaduto che, durante il laboratorio, molte donne in un primo momento si siano mostrate restie ad utilizzare la macchina fotografica. Quando la curiosità ha preso il sopravvento abbiamo avuto l’opportunità, insieme, di infrangere una barriera, piccola ma importante.
È nata così un’indagine sui mestieri scomparsi, storie di lavori e di un mondo che non esiste più e di cui solo l’umanità incontrata è testimone…