Francesca Menna, la passione per l’arte e un sogno chiamato TusciaLab

Si chiama TusciaLab – un’impresa per migliorare la didattica museale nella Tuscia – ed è il sogno di una giovane viterbese di 28 anni che nel 2015 ha partecipato e vinto Torno Subito. Francesca Menna, si chiama così, ha  scelto di condividere la sua storia con noi. Una bellissima esperienza durata due anni. Noi abbiamo scelto di condividerla con voi. Buona lettura!

 

l’idea (com’è nata?)

La mia esperienza con Torno Subito è cominciata nel dicembre 2015. Avevo già partecipato al corso del programma BicLazio organizzato dalla Regione per lo sviluppo di nuove imprese, attraverso il quale avevo trovato l’azienda dove svolgere il mio primo tirocinio universitario. A maggio, quando uscì il bando, decisi perciò di partecipare, fiduciosa di poter vivere una nuova opportunità.

 

il progetto (che cosa?) 

Il mio progetto rientra nella tipologia Formazione Lunga ed infatti si è trattato di un lungo percorso della durata complessiva di due anni. Ho svolto la prima fase in Emilia Romagna, a Ferrara, dove ho seguito un master in Cultural Management. Questo corso mi ha equipaggiato del materiale teorico e pratico di cui necessitavo per dare forma alla mia idea: creare un’impresa di didattica museale nella Tuscia, la mia terra.

 

perchè?

Qui ho sempre ritenuto mancante una realtà che sviluppasse e realizzasse laboratori ed attività culturali destinati a bambini e famiglie e finalizzati alla valorizzazione in rete di territorio, musei e patrimonio.

 

il viaggio (e dove?)

Preparate le valigie, carica di entusiasmo, voglia di apprendere ma anche di un po’ di timore per la novità, sono partita alla volta di Ferrara che per un anno è diventata la mia casa. Il master mi ha permesso di imparare i principi fondamentali dell’economia, di sapere in cosa consiste la gestione d’impresa e di quali caratteristiche questa ha bisogno per avere successo nel mercato odierno; il tutto con un occhio sempre realistico e propositivo nei confronti della crisi che contraddistingue questi tempi. Oltre alle lezioni frontali, ho partecipato a case-studies in alcune città italiane – Firenze, Bologna e Venezia – durante i quali io e i miei colleghi siamo venuti a contatto con diverse realtà culturali pubbliche e private, potendo così cogliere positività e punti critici e confrontarci con le persone che dirigono tali enti. Lo stesso è avvenuto anche per il caso studio estero che mi ha portato a Vienna; qui ho conosciuto da vicino l’organizzazione dei servizi educativi di importanti realtà museali tra cui il Kunsthistoriscies Museum e il Mumok. I numerosi lavori di gruppo mi hanno insegnato a fare squadra oltre a permettermi di conoscere meglio i miei colleghi di corso. Con il passare dei mesi e l’arrivo della primavera la nebbia ferrarese a poco a poco si stava dissolvendo e con essa, mi sembrava, anche i miei dubbi su come dare vita all’impresa che avevo in mente.

La seconda parte del master ha visto lo svolgimento di un tirocinio della durata di 400 ore. Ho scelto il MAMbo – Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Bologna – per realizzarlo, perché sapevo che al suo interno è attivo un dipartimento di didattica museale tra i più innovativi d’Italia. Così ho collegato di nuovo l’economia e l’imprenditorialità del master con la mia passione per l’educazione dell’arte. Il tirocinio è stato un’esperienza davvero significativa. Prendere parte alle attività didattiche per le scuole mi ha permesso di comprenderne le modalità organizzative e di pianificazione, nonché di rapportarmi con il pubblico dei bambini e allenare quindi le mie capacità di narrazione e animazione culturale. Poiché il numero di ore che dovevo svolgere era consistente, ho potuto collaborare a molte iniziative. Ho partecipato all’allestimento della mostra didattica Experience Bowie!, che affiancava la grande esposizione dedicata al Duca Bianco ed intitolata David Bowie Is. Il rapporto con il pubblico dei visitatori è stato centrale, soprattutto in questo tipo di attività che prevedeva che, proprio loro, diventassero protagonisti della scena, travestendosi con i costumi ricreati del cantante-artista e indagando quindi, attraverso il gioco degli alter ego, la propria identità.

É stato davvero stimolante perché non mi era mai capitato di lavorare alla preparazione di una mostra, dal suo allestimento fino alle fasi di mediazione e assistenza al pubblico. Durante i mesi estivi il MAMbo attiva da anni campus che permettono ai bambini dai 5 ai 13 anni di vivere il museo trascorrendo l’intera giornata al suo interno. Questo approccio mi interessava più degli altri, dal momento che solo vivendo un luogo questo finisce per diventare a noi famigliare. In più, in molti casi i bambini partecipano ai campus per diversi anni conseguitivi; quindi avevo la possibilità di studiare direttamente questi giovanissimi soggetti per capire quali risultati di apprendimento e sensibilità culturale avessero sviluppato dopo una più o meno lunga frequentazione dei centri estivi. Da queste premesse è nata l’idea di incentrare la tesi finale del master sui servizi educativi del MAMbo ed in modo particolare sui campus estivi. Fra le tematiche affrontante nel corso mi aveva colpito il sistema di programmazione e controllo e la sua possibile applicazione ai servizi educativi. Ho deciso pertanto di applicarlo proprio ai centri estivi e ho realizzato un esempio di controllo operativo su una settimana di campus dedicata alla figura David Bowie e ai suoi rapporti con l’arte e la moda degli anni Settanta e Ottanta. Realizzare un controllo operativo significava verificare che gli obiettivi educativi prefissati fossero stati raggiunti: a tal fine, ho strutturato un’intervista basata sui contenuti della settimana in esame e sulla concezione di museo: i bambini, registrati attraverso supporto audio, hanno perciò risposto a domande del tipo Chi era David Bowie secondo te? Che cos’è l’arte per te? A cosa servono i musei? A tale analisi ho affiancato un questionario di customer satisfaction destinato ai genitori dei bambini, così da valutare la qualità dell’offerta da entrambi i punti di vista. Per ampliare l’operazione di controllo, ho deciso poi di confrontare i servizi educativi del museo bolognese con quelli di altre due realtà museali in un’indagine di benchmarking. La tesi, che raccoglie i dati ricavati da questo studio, è stata infine apprezzata dalla commissione esaminatrice del MuSeC che la valutata degna di lode. Lavorare al MAMbo ha comportato molto impegno ma anche molta soddisfazione, soprattutto per il contatto con il pubblico e per le metodologie apprese grazie al personale con cui ho avuto la fortuna di collaborare.

 

il ritorno (com’è andata?)

Per l’avvio della fase due ho dovuto attendere alcuni mesi, a me sembrati interminabili poiché ero impaziente di iniziare la mia nuova esperienza ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma. Sono stata fortunata perché Explora era tra i partner nel Lazio e, per la sua vocazione, calzava a pennello con il mio progetto. Explora è il mondo del bambino e dell’imparare facendo: materiali, animazione, interattività, digitale sono tutti elementi che all’interno di questa cooperativa sociale si fondono per consentire alle famiglie e ai piccoli visitatori di scoprire il mondo passo dopo passo, divertendosi. I sei mesi trascorsi qui hanno rappresentato per me l’occasione di rapportarmi con contenuti educativi diversi da quelli artistici ed anzi di carattere per lo più scientifico. Dopo un periodo di affiancamento, ho potuto condurre alcuni laboratori didattici rivolti alle scuole ed ai privati. Questo è stato per me un momento molto importante perché ho sperimentato cosa vuole dire gestire in autonomia un laboratorio e una classe di bambini; ho migliorato le mie capacità di guida di un gruppo, d’improvvisazione e adattamento del linguaggio e della gestualità. Le persone che ho incontrato in questo percorso di crescita professionale hanno rivestito un ruolo fondamentale perché mi hanno dimostrato fiducia e con i loro suggerimenti sono riuscita a migliorare le mie performance di animazione culturale.
Mentre partecipavo ai campus estivi di Explora, ho deciso di presentare alla mia tutor il progetto di un’attività didattica per i bambini tra i 3 e i 5 anni. Volevo infatti apportare un mio contributo concreto al museo e cimentarmi nella progettazione e realizzazione di un laboratorio. Poiché Explora è anzitutto un museo, ho incentrato l’attività sul genere artistico della natura morta ricollegandolo alla figura, approfondita al MAMbo, di Giorgio Morandi che di essa ha fatto il fulcro della sua produzione. Quando ho esposto il mio progetto, già strutturato, alle responsabili della didattica queste ultime sono rimaste entusiaste. Insieme alla tutor lo abbiamo adeguato ancor di più al target d’età ed infine, dopo aver preparato il materiale, mi è stato possibile metterlo in pratica. I bambini hanno risposto in maniera positiva agli stimoli forniti dimostrando interesse e partecipazione e per me è stata un’altra grande occasione per mettermi in gioco.

 

un bilancio (Torno Subito?)

Sono stati due anni molto intensi di impegno fisico e di formazione in cui ho delineato meglio la mia idea imprenditoriale. Torno Subito non è una lampada magica che, strofinandola, ha fatto avverare i miei desideri ma è l’incipit, è l’opportunità da cogliere per realizzarli. Ora ciò che vorrei è avere la possibilità di portare questo mio bagaglio di esperienze nelle realtà museali per contribuire davvero ad una migliore valorizzazione del Lazio e della Tuscia.

 

1. Case-study del master MuSeC presso Vienna: visita allo Staasopera

 

 

2. Presentazione della tesi finale del master MuSeC presso Ferrara

 

 

3. Un momento di attività laboratoriale durante la settimana di campus estivi dedicata a David Bowie presso il MAMbo – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bologna

 

 

4. Una schermata del questionario di benchmarking redatto in italiano, inglese e spagnolo per il caso studio della tesi di master sui servizi educativi museali

 

 

5.,6.,7. Fasi del laboratorio didattico “La mia natura morta” progettato e realizzato presso Explora – Il Museo dei bambini di Roma

 

Si ringraziano il MAMbo -Museo d’arte moderna e contemporanea di Bologna – ed Explora -Museo dei bambini di Roma – per la gentile concessione del materiale fotografico.