“Experentia”: la conoscenza e la valorizzazione della diversità, paradigma della società multietnica e delle relazioni interculturali – la storia di Alessia Murgi

 

“La differenza è l’inalienabile diritto di ogni persona ad attuarsi e ad espandersi con la sua identità, nelle reciprocità relazionali, affermandosi come umanità ed unità identitaria, differente non solo dagli altri, ma anche da se stessa, al fine di non deteriorarsi nel conformismo e nella ripetizione solipsistica. Diversità è l’errare nel molteplice significato di smarrimento, del perdersi nel cercare rifugio, il punto di approdo, il riferimento. Siamo tutti erranti nei nostri errori, nelle paure, nei timori, nello spaesamento quotidiano. Siamo tutti migranti nelle nostre ansie, angosce e paure, alla ricerca di un senso e di un significato per l’esistenza”. (Cit. Laura Tussi, www.unimondo.org)

 

In linea con gli obiettivi dell’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile – il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre del 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU – Alessia Murgi, vincitrice dell’edizione Torno Subito 2015, ha scelto di affrontare nel suo progetto il complesso tema dell’alterità, della differenza, della relazione intersoggettiva e interculturale.

 

“L’altro diventa sempre più un nuovo paradigma dell’educazione nella società multietnica. La differenza è valore, risorsa, diritto verso un’etica della reciprocità. La sfida del nostro millennio è l’educazione al pensiero complesso delle differenze, nell’interazione e nella valorizzazione piena delle diversità”. (Cit. Laura Tussi, www.unimondo.org).

 

Alessia ha dedicato la prima fase del suo progetto allo studio dei flussi migratori asiatici e africani con particolare attenzione all’immigrazione femminile nei paesi dell’Unione Europea, alla trasposizione delle coordinate culturali e alle interdizioni femminili legate a matrici religiose, acquisendo le competenze necessarie a svolgere il ruolo di mediatore culturale oltre che linguistico.

Da Belfast a Velletri con l’obiettivo di migliorare i servizi di accoglienza e accompagnamento all’integrazione dei  nuovi flussi migratori  dando vita a processi di inclusione meno drastici che passano attraverso la conoscenza della diversità.  All’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Velletri Alessia Murgi ha creato un vero e proprio “pronto intervento culturale” organizzando eventi volti all’incontro con l’alterità. Finalità unica quella di ridurre stereotipi e false credenze da cui scaturiscono paura, insofferenza, intolleranza e razzismo. Dalla macchina messa in moto a Velletri è nata “Experentia” che Alessia ci ha descritto nelle righe che seguono e su cui noi non siamo intervenuti perché ci sembra giusto lasciare spazio alla libertà di espressione, ai pensieri e alle emozioni che questa storia racconta.

 

“Experientia” per me è stata un po’ come accendere la luce.

Belfast è una città grigia come la malinconia, ma profonda come il mare. L’Irlanda, con le scogliere impetuose e le onde avvelenate, lascia impreparati e stupefatti, tanta la bellezza del suo cielo, tanta l’intensità del verde dei suoi campi. La gente, poi, è calda come un abbraccio dopo il quinto bicchiere di birra. È un brindisi continuo alla vita e alla convivialità.

Nei sei mesi spesi lì tra i corridoi della facoltà di Antropologia della “Queen’s University”  ho imparato che la diversità è la norma. Uomini, seppur impregnati di lingue diverse, di culture diverse, di storie diverse, di società diverse, sono comunque e sempre uomini, uomini significanti in grado di creare significati.

Era un giorno di Dicembre, grigio come tutti gli altri. Decisi di andare ad un concerto di etnomusicologia organizzato dalla facoltà in cui mi aggiravo come Visiting Researcher. Mi sedetti e attesi il buio. Tamburi, abiti, danze, canti, voci, melodie, biografie provenienti da tutto il mondo erano lì, sullo stesso palco a mostrarsi a tutti, senza confini, senza barriere, senza muri. Quei ritmi, quelle note, quegli sguardi sono stati un’epifania. Mi è saltata, così, nella testa un’idea che si entusiasmava sempre di più, mano a mano che la musica proseguiva.

Perché non creare un progetto che possa portare la diversità a casa nostra? Perché non affidare alle nostre piccole realtà la possibilità di fare del diverso, dell’immigrato, del rifugiato, non il nemico da combattere ma l’alleato con cui edificare? Perché non farlo attraverso l’arte, la musica, lo sport, la letteratura, il teatro? Ed è così che, tornata a casa, nella mia piccola e meno grigia Velletri (RM), all’interno dell’Assessorato alle Politiche Sociali, ho messo in moto una macchina di nome “Experientia” convinta del fatto che è solo facendo “experientia” della diversità che essa diventa comprensibile.

Lì dove c’è, difatti, conoscenza non c’è paura, e dove non c’è più paura c’è accoglienza. La diversità diventa la norma. Io, insieme ad altri ragazzi che mi hanno aiutata, abbiamo creato una serie di contesti che mettessero a contatto cittadinanza locale e immigrata, coinvolgendo i beneficiari dei progetti SPRAR e CAS presenti sul territorio. Per sei mesi abbiamo ballato, cantato, giocato a calcio, recitato, dipinto, parlato. Abbiamo fatto la nostra “experientia” di diversità, senza bisogno di prendere un aereo, a casa nostra, tutti i giorni, gratis, senza paura.

“Experientia” è stata un po’ come accendere la  luce.

Quando si è bambini si crede che il buio sia abitato da esseri mostruosi, malvagi, armati delle peggiori intenzioni. Li sentiamo dormire al di sotto del nostro letto e ne sentiamo i sospiri soffiarci sul viso senza mai toccarci. Ma non appena clicchiamo sull’interruttore della luce, tutto magicamente sparisce. Chiamiamo straniero ciò che ci è estraneo e ciò che ci è estraneo è ciò che più temiamo. Perciò, accorciando il tratto delle distanze attraverso la condivisione di una medesima esperienza, la lampadina si accende per non farci avere più paura. E tutto ciò è stato possibile grazie a TORNO SUBITO 2015”.

Alessia Murgi

 

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Cit. Laura Tussi, “Agenda Onu 2030: educazione e processi di pace”, www.unimondo.org. Docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale.