Dalla Pennsylvania al CNR di Monterotondo, la storia di Tommaso Rossi e della sua ricerca sulla caratterizzazione del particolato atmosferico

La storia che raccontiamo è quella di Tommaso Rossi, vincitore della prima edizione di Torno Subito nel 2014, che con il progetto M.E.C.C.A.N.I.C.A. (Microscopia Elettronica Correlata alla Caratterizzazione del particolato Atmosferico Nell’Indagine del Carico inquinante delle Autofficine) ha scelto di studiare uno dei quatto grandi fattori di stress per il pianeta Terra.

Quando abbiamo chiesto a Tommaso di inviarci il suo racconto lo abbiamo fatto anche perché Tommaso ha partecipato e vinto l’edizione numero zero di Torno Subito, il primo esperimento di questo Programma. All’alba della quarta edizione possiamo con piacere affermare che il cammino di costruzione e crescita di Torno Subito è stato lungo ed importante, ma soprattutto è stato possibile grazie a chi, come Tommaso, si è cimentato con noi in quest’avventura.

Nonostante le difficoltà che può aver rappresentato partecipare ad un programma di cui non esistevano precedenti, la storia di Tommaso Rossi è una storia a lieto fine: prima della fine del suo percorso progettuale, infatti, Tommaso ha ricevuto una proposta di lavoro da un laboratorio di emissioni autoveicolari con cui collabora ancora oggi.

Di seguito le sue parole, su cui volutamente non siamo intervenuti con tagli e aggiustamenti, perché ben descrivono lo studio attento e il lavoro di ricerca dei partner di progetto, la tenacia nel perseguire i propri obiettivi, le emozioni del viaggio di andata e soprattutto il positivo riscontro che il suo progetto ha avuto sul territorio della regione Lazio in termini di reimpiego delle competenze acquisiste e di qualificato inserimento nel mondo del lavoro.

“Dal momento in cui sono venuto a conoscenza di cosa fosse il progetto Torno Subito, nel marzo 2014 all’interno dell’aula magna “Adalberto Libera” della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Roma 3, ho iniziato a pensare a come avrei potuto sfruttare quell’opportunità per realizzare i miei sogni e allo stesso tempo dare un senso a quel “vuoto” post-laurea che talvolta ci si sente addosso. Fare un’esperienza internazionale che mi consentisse di sviluppare sia la mia conoscenza dell’inglese che le competenze scientifiche acquisite all’università sarebbe stata una strada non solo personalmente interessante, ma con significative potenzialità per la mia futura carriera.

Il primo passo è stato cercare potenziali collaboratori partendo dall’ente localizzato all’interno della Regione Lazio. Avendo studiato scienze ambientali ho fatto diversi tentativi tra ARPA, ENEA, università varie e, dopo aver ricevuto vari “no”, ho avuto la fortuna di trovare una ricercatrice dell’Istituto di Inquinamento Atmosferico del CNR (IIA-CNR) che ha accolto con piacere la mia proposta. Non solo. Tramite lei ho anche trovato un istituto di ricerca disponibile ad accogliermi per uno stage nel Paese in cui più di tutti sarei voluto andare: gli Stati Uniti. Infatti insieme siamo riusciti a trovare a Pittsburgh (Pennsylvania) l’RJ Lee Group, uno degli istituti di maggior fama negli USA, che vanta collaborazioni con istituti come l’EPA e la NASA nel campo, tra gli altri, della caratterizzazione di materiali e sostanze di matrice ambientale con particolare focus sulla microscopia elettronica a scansione (SEM) applicata allo studio del particolato atmosferico (PM). Abbiamo quindi elaborato insieme un progetto inerente la caratterizzazione tramite SEM delle emissioni di PM dovute alle attività svolte un’autofficina, il cui acronimo è stato MECCANICA.

Ma come si sa le cose belle difficilmente sono anche a portata di mano. Infatti il periodo antecedente alla partenza, speso tra corsi di inglese, problematiche burocratiche legate sia al visto americano che allo stesso Torno Subito, ha rappresentato una vera Via Crucis. Di certo la mia testardaggine e la mia voglia di partire sono state un valido aiuto per superare quella fase.

Ciò che conta però è il risultato. Alla fine mi ero ritrovato a partire da solo in un Paese in cui conoscevo, se un breve scambio di e-mail vuol dire conoscersi, il solo responsabile dell’RJ Lee Group.

Ho trascorso i primi giorni a smaltire il jet lag e ad ambientarmi. Tutto molto emozionante. La prima parte dell’esperienza è stata spesa per il miglioramento dell’inglese, tra classi di studio in biblioteca e scambi di lingua italiano-inglese, passando per lezioni con un insegnante madrelingua.

Gradualmente ho iniziato invece il lato scientifico dell’esperienza americana. Lo staff dell’RJ Lee Group, con cui ho avuto il piacere e l’onore di lavorare, è formato da scienziati di fama internazionale, persone superlative anche dal punto di vista umano, estremamente accoglienti e cordiali ma soprattutto pazienti. In quell’istituto ho avuto anche il privilegio di usare una strumentazione di ultima generazione: dai più semplici microscopi CC-SEM (Computer-Controlled SEM) ai più sofisticati e moderni FE-SEM (Field-Emission SEM), passando per diverse tipologie di campionatori attivi e passivi del PM.

Un secondo aspetto dell’esperienza americana, tanto prezioso quanto il primo, è stato il fatto di poter conoscere l’aspetto sociale e culturale di quel Paese.

Una volta tornato in Italia, all’IIA, ho riportato e applicato quanto imparato nell’esperienza all’RJ Lee Group sia riguardo l’utilizzo di campionatori passivi del PM (gli UNC-PAS®, brevettati dall’istituto stesso) che riguardo l’utilizzo del SEM per la finalizzazione del mio progetto, cui seguirà una pubblicazione su rivista scientifica internazionale.

Quest’ultimo periodo è stato interrotto prima del termine stabilito perché ho accettato una proposta di lavoro in un laboratorio di emissioni autoveicolari, in cui tutt’ora mi trovo. Sicuramente l’esperienza internazionale ha influito molto sia nella selezione del Curriculum Vitae che in sede di colloquio.

Il fatto di continuare a collaborare con l’IIA e in parte anche con l’RJ Lee Group, contemporaneamente al mio attuale lavoro, è un aspetto di tutta la mia esperienza con Torno Subito che ancora mi porto fieramente dietro.

Grazie a Torno Subito ho potuto combinare la realizzazione di un mio grande sogno con la mia crescita personale e professionale, arricchendo il Curriculum Vitae e trovando un lavoro stabile.

Per concludere, confidando che l’aspetto pratico e organizzativo di Torno Subito sia migliorato in questi ultimi anni, consiglio a chiunque voglia fare un’esperienza lavorativa e umana al di fuori della Regione Lazio (meglio se al di fuori dell’Italia) di considerare Torno Subito come un’opportunità preziosa e concreta, che non sempre capita nella vita”.

Una bella storia che secondo noi potrà essere utile a tutti coloro che oggi si trovano alle prese con la costruzione di un progetto perché vorrebbero approfittare dell’opportunità offerta da Torno Subito. L’invito è quello di cercare di parlare al proprio talento e di perseguire la realizzazione dei propri sogni oltre che il soddisfacimento dei propri bisogni. Noi vi diamo l’autonomia e la libertà di poterlo fare il resto sta a voi!