“Avere fiducia nei propri mezzi e non smettere mai di sognare”. MindHub Project e l’intervista a Francesca Marsico

MindHub è il progetto realizzato da 4 ragazzi che hanno partecipato a Torno Subito e che, dopo il Master GEMA in International Marketing Management, hanno dato vita ad una startup digitale. Noi abbiamo intervistato una di loro, Francesca Marsico, per farci raccontare com’è nata quest’idea, quali sono i risultati già raggiunti e soprattutto quali gli obiettivi e le prospettive per il futuro.

1. Come nasce Mindhub Project e di cosa si occupa?

MindHub Project è una startup nata a Philadelphia presso la Haub School of Business della Saint Joseph University ad opera di quattro giovani italiani. In un momento di forte crisi del sistema lavorativo italiano, abbiamo deciso di unire le forze anteponendo un forte sentimento di condivisione dei saperi e delle conoscenze: così, da singoli freelance, ci siamo trasformati in un gruppo organizzato, variegato, con tanta voglia di fare, con un’esperienza da non lasciare nel dimenticatoio come quella del Master in International Marketing and Management.
Dalla fusione della creatività italiana e del modello americano nasce MindHub: un’agenzia di comunicazione e design dallo spirito giovanile, affidabile e dinamica in grado di fornire servizi e soluzioni web, dalla progettazione all’analisi, dai social media al design.
Ci siamo posti anche l’obiettivo di poter rappresentare un esempio per i giovani che hanno perso le speranze nei confronti del proprio Paese, provando a costruire una speranza, un impulso per continuare ad avere fiducia nei propri mezzi e non smettere mai di sognare.

 

2. Chi ha partecipato alla creazione di questa start up digitale? Come si è formato il team?

La creazione di questa start up digitale è stata assolutamente spontanea e naturale.
Negli Usa il modo in cui si affrontano le materie e le attività didattiche è molto diverso da quello italiano: vi sono stati molti focus group e team work in cui abbiamo messo a punto e condiviso conoscenze e tematiche trattate. E questo ci ha spinto a rendere stabile questo tipo di collaborazione che ci ha portato a realizzare piccoli progetti presentati in Italia con Gema fino a quelli vincenti, in chiave americana, come Starbucks met Lavazza. Ma la lampadina si accende quando degli amici artisti ordinano dei lavori di grafica e di social media, ci siamo chiesti: “Perché non unire le nostre competenze per creare una società che possa seguire un progetto a 360°?”.
Siamo partiti da qui, io (Francesca Marsico, ndr), Andrea Fragrasso e Alexandra Socol, curando insieme un progetto per la pubblicazione del libro di un personaggio appartenente al mondo politico statunitense. Successivamente c’è stato il coinvolgimento di Guido Rizzo, che aveva già partecipato con alcuni di noi a diversi teamwork, e Andrea Rocchi, freelance che al momento vive a Londra, con i quali abbiamo completato il nostro team.
Ma vogliamo ampliare la nostra rete di collaborazioni, pensate ad hoc e su specifici progetti: se saremo in grado di creare lavoro e occupazione per i nostri coetanei in Italia allora la nostra sarà una vera vittoria!

 

3. Dall’America all’Italia, l’obiettivo è quello di espandere la vostra start up sul territorio nazionale? Con che prospettive?

Il nostro obiettivo è quello di poter lavorare su tutto il territorio nazionale, utilizzando però Roma come base: è il luogo in cui vive la maggior parte di noi ed è sicuramente una città che offre molto in termini di opportunità ed esperienze.
In una fase di grande immobilismo lavorativo, noi abbiamo preferito inventarci il nostro lavoro piuttosto che aspettare che questo venisse a bussarci: abbiamo fiducia in noi, nelle potenzialità del nostro gruppo di lavoro e nel futuro della nostra agenzia e, per questo, vogliamo continuare a formarci e a stare al passo con le nuove forme di comunicazione e lavoro digitale. Solo scommettendoci in prima persona saremo in grado di continuare e migliorare quest’esperienza. Abbiamo bisogno di poter guardare al futuro con prospettive positive e crediamo che, continuando con sacrificio su questa strada, riusciremo a far diventare la nostra agenzia qualcosa di unico e straordinario!

 

4. Ad oggi quali sono i risultati raggiunti in termini di progetti su cui la startup sta lavorando e in termini di richieste da parte dei clienti?

Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti sino ad ora. Abbiamo dedicato i primi mesi della nostra attività allo studio approfondito di strategie, tecniche e strumenti di mercato utilizzabili sul mercato digitale. I nostri primi clienti sono stati tutti statunitensi e abbiamo avuto modo di svolgere lavori per grandi imprese, ONG, privati e personaggi pubblici della politica statunitense: questo ci ha dato subito la dimensione di come all’estero lo spazio virtuale sia considerato una risorsa primaria per la comunicazione e la crescita di un business.

Abbiamo poi iniziato a lavorare anche con i primi clienti italiani: la concorrenza è tanta, ma abbiamo già un’idea chiara di quale punto di forza possiamo mettere in campo per distinguerci. Per adesso non sveliamo nulla, possiamo solo dirvi che non passeremo inosservati.

 

5. L’idea di fondare Mindhub Project è nata svolgendo la prima fase di attività prevista dal progetto presentato per Torno Subito 2015, ora in che cosa consisterà la tua seconda fase nel Lazio?

Attualmente, oltre a dedicarmi a tempo pieno alla crescita di Mindhub, sto svolgendo  la seconda fase di attività nel Lazio, uno stage all’interno di una casa di produzione cinematografica. La speranza è che questo stage in ambito artistico possa aprire ulteriori possibilità di sviluppo per la nostra digital agency.