Andrea Bancone: da un documentary workshop a New York molte opportunità e tanta nuova energia

Il mio progetto Torno Subito riguardava la ricerca della “verità” attraverso il mezzo del film documentario, a partire dal confronto tra “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi e “The Tree Of Life” di Terrence Malick, opere in cui la linea tra reale e finzione si confonde. Sono film che mi hanno colpito particolarmente, estremamente significativi in questo momento storico dove l’informazione stessa è sotto attacco e si fatica a distinguere tra le fake news e la realtà.

Il mio viaggio mi ha portato alla New York Film Academy, dove ho frequentato un documentary workshop intensivo di 6 settimane che mi ha dato la possibilità di approfondire le mie conoscenze.

Durante il mio percorso ho anche scoperto molte realtà di cui non ero a conoscenza: mi sono avvicinato alla storia dei Nativi Americani, studiando il loro rapporto con la Terra e l’America della “modernità”. Questo mi ha stimolato a tal punto da pensare di dedicare il mio progetto di lavoro finale alla storia di una nativa americana veterana a cui ho dedicato un documentario breve con lo scopo di approfondire e dare rilievo a questo contrasto tra i valori di due popoli, i nativi e gli americani, difficile da discernere e comprendere.

Il mio progetto è ancora in corso… sicuramente, al momento, tra i sogni realizzati c’è stato appunto l’incontro con i nativi americani e l’incredibile occasione di poter vivere e collaborare a diversi progetti per la NYFA negli Stati Uniti. Terminata la fase 1 e tornato in Italia, ho avuto poi la possibilità di girare uno spot pubblicitario per i Baci Perugina a e, al momento, sono al lavoro per un mini-documentario/spot da girare tra San Diego e Miami dedicato al Barilla Pasta World Championship 2017. Una bellissima concatenazione di eventi insomma: con questa nuova energia c’è una grande voglia di reimpiegare le esperienza fatte e le conoscenze acquisite in un documentario tutto mio, magari su Italo Calvino, autore che stimo moltissimo, partendo proprio dal suo viaggio negli Stati Uniti che ha, in parte, condotto allo sviluppo delle sue ‘Città Invisibili’… staremo a vedere.

Con il viaggio di andata c’era ovviamente la paura di non sentirmi all’altezza della città, delle persone e del modo di vivere qui, ma quella paura è svanita dopo pochi giorni… Ringrazio Torno Subito per l’enorme possibilità offertami e spero sempre più persone possano beneficiare di questa fantastica iniziativa promossa dalla Regione Lazio.

 

Foto di: Elisabetta Abrami