Andrea Anselmi: con Torno Subito una ricerca innovativa per la difesa fitosanitaria

 Quali sono stati i contenuti del tuo progetto?

Il mio progetto ha avuto come principale obiettivo quello di realizzare dei SISTEMI di allerta sugli attacchi parassitari della vite, di redigere e pubblicare gli opportuni Bollettini Fitosanitari Regionali, con lo scopo di diffondere e assicurare l’applicazione della difesa integrata obbligatoria (D.lgs 150/2012) tra i viticoltori laziali. Questa è una strategia promossa dal PAN, in recepimento della Direttiva 128/2009 UE che chiama i Paesi membri ad attuare una difesa guidata e un’agricoltura più sostenibile, efficace ed efficiente.

I partner

Per raggiungere tale scopo, il progetto ha previsto la partecipazione e collaborazione di due partner. Il primo è la società Horta, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, leader internazionale nel settore innovativo della modellistica previsionale epidemiologica e nei sistemi di supporto alle decisioni di difesa sanitaria per diverse colture agrarie. Il secondo è il Servizio Fitosanitario della Regione Lazio, area del Direzione Regionale Agricoltura, che si occupa della tutela delle produzioni agricole, vivaistiche e forestali sotto il profilo fitosanitario.

Prima fase progettuale

Operativamente, nella prima fase progettuale ho trascorso sei mesi a Piacenza presso la sede centrale di Horta, dove ho potuto acquisire nuove skills e competenze, approfondendo:

  • I nuovi programmi e protocolli di monitoraggio di campo delle principali avversità della vite;
  • L’analisi e consultazione dei dati meteorologici e dei parametri previsionali;
  • Gli aspetti relativi allo sviluppo e al funzionamento dei modelli previsionali, dei sistemi di supporto alle decisioni;
  • Lo sviluppo di una piattaforma informatica a supporto dei sistemi di previsione e allerta degli attacchi previsionali;

Seconda fase progettuale

Sulla base delle conoscenze acquisite, dallo scorso maggio è iniziata la seconda fase progettuale, tuttora in corso, presso il Servizio Fitosanitario della Regione Lazio. Insieme al gruppo di lavoro abbiamo individuato 7 aziende pilota nelle aree viticole più rappresentative del territorio laziale e selezionate sulla base della vicinanza alle stazioni metereologiche regionali dell’ARSIAL necessarie per la registrazione e trasmissione delle variabili meteo.

Sulle 7 aziende pilota sono stati definiti e realizzati dei piani di monitoraggio per le principali avversità che colpiscono la vite (penorospora, oidio, tignoletta, mal dell’esca ed altre ancora); sono stati poi applicati i sistemi di previsione epidemiologica. Tali attività preliminari e gli output del sistema sono serviti per poi redigere i bollettini periodici regionali e gli avvisi di allerta di rischi d’infezione. I bollettini sono pubblicati con cadenza di dieci giorni e gratuitamente consultabili sul sito del Servizio Fitosanitario Lazio.

Cosa sono i modelli e a cosa servono?

Il modello è una rappresentazione semplificata della realtà, ovvero della relazione tra pianta, agente patogeno e ambiente. E’ utile per determinare come al variare di questa relazione si sviluppa l’epidemia nel tempo e/o nello spazio.

I modelli epidemiologici sono gli strumenti più moderni che si hanno attualmente a disposizione per razionalizzare gli interventi avversità in funzione del reale rischio infettivo. Permettono, quindi, di fornire in tempo reale lo stato fitosanitario del vigneto e valutare previsionalmente allerte di infezioni.

Hai scoperto qualcosa con il tuo progetto di ricerca? Quali attese intendevi realizzare con Torno Subito? Ci sei riuscito?

Questo progetto era carico di attese e di speranze. Quella che sentivo più fortemente, oltre ad accrescere le mie competenze in ambito fitopatologico, era quella di poter fornire un servizio valido e gratuito a supporto della difesa fitosanitaria delle colture, per tutti gli agricoltori della Regione Lazio, anche a quelle piccole aziende per cui questi servizi risulterebbero piuttosto costosi non potendo sfruttare le economie di scala, permettendo di fare fare la scelta giusta al momento.

Personalmente è stato proprio quello di poter partecipare in prima persona in questo nuovo processo di innovazioni tecnologiche che sta coinvolgendo oggi l’agricoltura e che, con i sistemi di supporto alle decision, IoT e la Precision Farming, stanno cambiando significativamente il volto della difesa fitosanitaria, permettendo all’ agricoltore di rimanere competitivo e garantendo la qualità dei prodotti e la tutela dell’ambiente.

Posso dire che Horta mi ha dato questa grande opportunità, permettendomi altresì di allargare le conoscenze anche nelle discipline dell’informatica, della programmazione e della web application. Dall’altra parte il Servizio Fitosanitario della Regione Lazio, con il contributo anche dell’ARSIAL, mi ha permesso di applicare le conoscenze acquisite, traducendole in pratica nel territorio laziale

Cosa puoi dirci in termini di innovatività e ricadute sul territorio laziale?

Questo progetto sta andando per la direzione giusta che porta alla gestione sostenibile e a basso impatto di una delle colture più produttive della nostra regione, la vite. L’obiettivo a lungo termine, di cui questo progetto risulta il trampolino, è quello di poter ampliare tale servizio a diverse colture agricole con conseguente maggiore valorizzazione (valore aggiunto) delle produzioni e del territorio della Regione Lazio.

L’innovazione trasferita non è legata esclusivamente ai nuovi strumenti che oggi la Regione ha a disposizione (modelli previsionali e piattaforme web di consultazione), ma anche e soprattutto a un nuovo modello progettuale, innovativo, che essa potrà impiegare in numerose altre colture ed attività Fitosanitarie.

Il progetto rappresenta a mio avviso un strumento molto importante, in grado di garantire innovazione tecnologica e divulgazione delle informazioni essenziali a supporto delle decisioni fitosanitarie. Per la Regione rappresenta un buon avvio per un’agricoltura di maggior qualità, oltreché di quantità, aspetto sempre più richiesto agli agricoltori ed auspicato dalle recenti normative UE e nazionali. 

Hai trovato lavoro? Pensi di avere maggiori opportunità di inserimento lavorativo qualificato?

Anche se il mio percorso ancora non si è concluso, posso già dire che la mia crescita professionale è stata importante e si sono profilati differenti nuovi percorsi da intraprendere. La crescita non ha riguardato però solo il lato professionale, ma anche quello umano e relazionale, grazie alle nuove amicizie e ai nuovi colleghi che ho incontrato durante il percorso, e anche per aver toccato con mano la impegno di molte di queste persone di voler migliorare la realtà agricola e ambientale, per garantirci un futuro.