Alberi in città e giardini consapevoli: la “passione verde” di Marco Ascione che con Torno Subito ha trovato lavoro

“Sono contento che il mio piccolo progetto di riconversione sia stato apprezzato”. Ci ha risposto così Marco Ascione, vincitore di Torno Subito 2015, quando lo abbiamo intervistato. Come potevamo non interessarci ad un progetto che parla di verde e che soprattutto non lo fa in senso lato, ma che si focalizza sull’allarme legato alla cattiva gestione del verde pubblico?

“La maggior parte delle metropoli contemporanee (in particolare quelle italiane) sono divenute innegabilmente luoghi asfittici, inospitali e disorganizzati. Mobilità paralizzata dall’eccessivo traffico veicolare, problemi sanitari legati alle polveri sottili e all’inquinamento, incuria e “povertà” paesaggistica dei luoghi pubblici. – scrive Marco in una delle tesine scritte durante il progetto e che ha scelto di condividere con noi – Queste sono alcune delle questioni più allarmanti. Questioni che divengono puntualmente terreno di “emergenza mediatica” senza, tuttavia, che si trovino soluzioni utili a risolverle.  Nel corso della modernità le città italiane si sono trasformate da storici e ospitali luoghi deputati alla formazione della cultura e dell’arte a territori costruiti per lo più a misura d’automobile e centri commerciali. Edificazioni senza criterio ed eccessivo consumo di suolo sono stati tra i fattori principali di una evidente involuzione della qualità della vita all’interno dei sempre più estesi tessuti metropolitani. Da nord a sud, con le dovute distinzioni, il panorama complessivo non si discosta dal quadro negativo sopra accennato”.

“Il tessuto metropolitano ha bisogno di una riconversione ecologica . Il “verde” è uno dei vettori fondamentali di questo possibile processo migliorativo. Storicamente, e questo dato non può che essere un motivo in più per agire, all’interno della città contemporanea il verde ornamentale ha rappresentato, e rappresenta tutt’oggi, un vero e proprio strumento di sollievo. Nel grande trambusto quotidiano fitto di polveri sottili smog e rumori, una vegetazione ben mantenuta rimane un punto vitale di grande importanza. É sempre opportuno ricordare che gli alberi, campioni da sempre, sono fondamentali per la sopravvivenza degli umani sul pianeta terra. Individui vegetali che garantiscono la vivibilità dei territori sopra cui l’uomo ha spesso e volentieri esagerato con costruzioni e strutture poco rispettose degli ecosistemi complessivi. Individui che vivono da duecentocinquanta milioni di anni e continueranno a farlo anche dopo l’estinzione dell’ Homo sapiens sapiens”. (Cit. Marco Ascione, Alberi in città: un bene prezioso).

Juglans regia, giardino Scuola Agraria Parco di Monza

Cedrus deodara, giardino Scuola Agraria Parco di Monza

Morus alba, giardino Scuola Agraria Parco di Monza

 

“L’opportunità che mi ha dato il bando Torno Subito ha rappresentato e rappresenta davvero qualcosa di molto importante”. Siamo partiti da qua e ci siamo fatti raccontare da Marco la sua esperienza.

  • Quali sono stati i contenuti del tuo progetto?

Ho seguito più di 1000 ore di formazione nel campo della cura del verde presso la Scuola agraria del Parco di Monza. Giardinaggio, arboricoltura, treeclimbing, orticoltura, gestione alberi in ambito forestale: questi gli ambiti del mio progetto. In particolare la cura degli alberi in città mi ha appassionato molto. In questi mesi, oltre a studiare molto- alberi, arbusti, piante erbacee, tipi di suolo, in genere buone pratiche di gestione del verde, tecniche di risalita in pianta e utilizzo attrezzature in sicurezza- ho colmato alcune mie lacune ,per così dire, “manuali”, lacune proprie di uno stile di vita tutto metropolitano. Mi sono messo alla alla prova in campi dove l’intelligenza cognitiva deve mostrarsi anche in come si muovono le mani. Non è stato facile, ma posso dirmi del tutto soddisfatto. Senza ombra di dubbio: la pratica del treeclimbing è diventata la mia “stella polare”.

  • Hai trovato lavoro? Pensi di avere maggiori opportunità di inserimento lavorativo qualificato?

Sì ho trovato lavoro, proseguendo con la stessa cooperativa con quale ho svolto il tirocinio della fase 2. La cooperativa Aria che dapprima si occupava principalmente di produzione agricola in bio e  filiera corta adesso grazie al tirocinio, terminato da poco meno di un mese, ha aperto un settore anche nel campo del verde ornamentale. Ho un contratto. Giardini consapevoli, il nostro progetto. Ci stiamo impegnando per portare  avanti un diverso approccio nella cura del verde a Roma. Non più gestioni al “massimo ribasso”, tutte incentrate al massimo profitto senza alcun investimento in qualità. Le cattive pratiche di chi non investe in formazione e si limita al piccolo cabotaggio e alle “mode vivaistiche”-il praticello inglese a tutti i costi, lo spreco di risorse idriche per mantenerlo verdissimo tutto l’anno, le piante sbagliate nel posto sbagliato, la capitozzatura feroce degli alberi, l’uso cieco della chimica nella lotta alle malattie delle piante. Vogliamo invertire rotta e far passare il messaggio che anche nella cura del verde ornamentale può vincere un approccio “biologico”.

  • Quali sono state le sensazioni, le emozioni ma anche i timori del tuo viaggio di andata e ritorno?

Sensazioni ed emozioni: a Monza mi sono trovato molto bene. Ho vissuto all’interno del parco cintato più grande d’europa, tante passeggiate notturne dentro una piccola oasi inserita nel contesto più ferocemente metropolizzato d’Europa. Un paradosso e una contraddizione che mi sono piaciute. Ancora oggi a pensarci mi viene un po’ di malinconia. Un periodo davvero ricco e straordinario. Nonostante la nebbia! Ma sono tornato a Roma convinto che qualche buon seme possa germogliare al meglio anche in una città così maledettamente uguale a se stessa come la capitale. Abbiamo bisogno di progetti e linfa nuova. Condivisione, cooperazione e spirito critico. Il bando Torno Subito è stato una piccola luce in un contesto di immobilismo senza senso. Per me, per tanti miei amici che ci hanno partecipato, per tutti quelli che ci parteciperanno.

 

Sono ancora tante le cose che Marco ci ha raccontato e scritto a proposito delle competenze acquisite, soprattutto nell’ambito del treeclimbing – una tecnica di arrampicata specifica per il lavoro su alberi – e dei vantaggi che la potatura fatta con questa tecnica può vantare. Dieci e più motivi per scegliere un arboricoltore qualificato prima di procedere alla potatura degli alberi. A Marco noi facciamo i nostri complimenti per la tenacia con cui ha trasformato la sua passione in un vero e proprio lavoro e gli auguriamo tanta fortuna per il prosieguo del suo futuro professionale in questo campo.