Lazio, parte il piano dei fondi Ue: 452 milioni di euro a sostegno di formazione e riqualificazione professionale

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Lazio, parte il piano dei fondi Ue: 452 milioni di euro a sostegno di formazione e riqualificazione professionale

Per il 2014-2020 il programma Por Fse mette a disposizione della Regione 902 milioni: 452,5 per training e riqualificazione. A parlarne sul Sole 24 Ore un interessante articolo a cura di Francesca Malandrucco e Claudio Tucci, che riportiamo di seguito.

“Bandi rivolti alle imprese per la formazione di inoccupati o disoccupati (con obbligo di assunzione di almeno il 50% dei “formati”). Corsi di qualificazione per l’inserimento al lavoro, specie dei soggetti più svantaggiati. Progetti speciali con le scuole per dare più chance occupazionali agli studenti.

La regione Lazio, che fino ad un anno fa era agli ultimi posti per l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo, ora sarà tra le prime a mettere in campo le risorse destinate dall`Europa al programma Por Fse 2014-2020. Si tratta di fondi cospicui, pari, complessivamente, a 902 milioni di euro, di cui 452,5 milioni saranno destinati a finanziare misure a sostegno della formazione e riqualificazione professionale. I primi 22 milioni di euro saranno messi a bando già entro l’estate, e andranno a “pagare” corsi per il rilancio dei mestieri tradizionali (circa 5 milioni di euro), il progetto “Torno subito”, che nel 2015 interesserà mille ragazzi tra i i8 e i 35 anni (circa 12 milioni di euro), e la formazione per le aziende in crisi che devono riconvertire il proprio personale (5 milioni di euro). Ma questi non sono che i primi bandi. Il piano di ripartizione dei fondi comunitari, intervento per intervento, è pronto.  «Contiamo di spendere entro il 2018 almeno l’80 per cento delle risorse messe a disposizione dall`Europa – spiega Massimiliano Smeriglio, assessore alla Formazione, scuola e università della regione Lazio -. Abbiamo recuperato i ritardi nell’utilizzo del Fse 2007-2013, e ora siamo pronti a partire con la nuova programmazione».  Le risorse “fresche” saranno concentrate in progetti rivolti soprattutto alla formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, ma anche alla riconversione professionale di quei lavoratori che rischiano di essere messi fuori da un mercato in continua evoluzione. Una quota consistente dei fondi comunitari,142 milioni di euro, sarà destinata fino al 2020 a finanziare i corsi di formazione della Regione. Tra questi una particolare attenzione sarà data ai mestieri cosiddetti tradizionali che rischiano di scomparire nonostante ci sia una gran richiesta da parte del mercato, come nel caso dall`idraulico, dell`elettricista o del meccanico. L’amministrazione guidata da Nicola Zingaretti, però, con la nuova programmazione dei fondi Por Fse punta soprattutto all’inserimento nel mondo del

lavoro dei giovani laureati e non. Lo farà attraverso il progetto “Torno Subito” che, partito in fase sperimentale lo scorso anno, ora verrà ri-finanziato con 96 milioni di euro e coinvolgerà 7mila ragazzi fino al 2018. I giovani, tra i i8 e i 35 anni, avranno la possibilità di andare a frequentare master o stages in aziende

all`estero, ma anche in Italia fuori dai confini della regione, per un massimo di 8 mesi, a patto di tornare e mettere a frutto l’esperienza maturata in imprese del territorio laziale per almeno altri 4 mesi. La Regione si

farà carico di sostenere le spese di viaggio, alloggio, di un eventuale master e verserà ai ragazzi un assegno di circa 5oo euro al mese per la durata del progetto.  «Nel Lazio non possiamo garantire un reddito minimo ai giovani – sottolinea l`assessore Smeriglio – ma attraverso Torno Subito siamo in grado di sostenerli nel momento in cui sono impegnati ad ampliare la loro conoscenza e formazione e a riportare quella conoscenza sul nostro territorio». Un’altra misura di intervento riguarderà la formazione aziendale on demand, ovvero la formazione per le imprese in crisi o in fase di riconversione. Su questo obiettivo, che coinvolgerà dalle grandi alle piccole e medie imprese, dalle multinazionali ai manager e ai liberi professionisti, la Regione ha deciso di investire 55 milioni di euro. Altri 36 milioni di euro saranno destinati alla creazione di hub dove farincontrare domanda e offerta di lavoro (ci dovrà essere almeno una sede in ogni provincia). «Partendo dall`esperienza di Porta Futuro di Testaccio, a Roma, – dice Smeriglio – apriremo una Porta Futuro in ciascuno dei 5 Atenei pubblici del Lazio, più due per le università private della Luiss e della Lumsa. Qui i giovani laureandi o neo-laureati si incontreranno direttamente con le aziende».

La Regione, inoltre, finanzierà la creazione di spazi di coworking dove mettere insieme pool di professionisti che condividono progetti. Sono 3 i milioni di euro destinati a far partire quelli che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero diventare i punti di aggregazione per le nuove start up. Il piano prevede, inoltre, i8,5 milioni di euro destinati ai progetti speciali per le scuole (aggiuntivi rispetto al Piano dell`offerta formativa),12 milioni per i corsi di Alta Formazione, 42 milioni per la realizzazione delle scuole di Alta Formazione, 5 milioni

per favorire la parità di genere.  Infine 15 milioni di euro andranno a finanziare la formazione per i green jobs.